IL CERVELLO

Il cervello

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E’ d’obbligo un cenno sull’organo principale che interessa i futuri argomenti: il cervello.

Come lo si vuole definire? Imperscrutabile, misterioso, affascinante? Di certo, tra tutti gli organi umani, il cervello è di gran lunga quello più complesso. Gli studi di genetica e delle diverse discipline mediche, finalizzati a scrutarne ogni funzione, non saranno mai abbastanza ove si pensi alle sue infinite potenzialità ancor oggi inespresse, alla concreta possibilità di riuscire un giorno a diagnosticare tutto il possibile dell’individuo, fino a consentirne di scoprirne carattere, predisposizioni, inclinazioni, aspirazioni ed affinità.

Oggi un comportamento anomalo, o che tale possa definirsi in relazione a ciò che è considerato normale, potrà essere oggetto di spiegazioni, anche le più diverse, da parte degli specialisti, ma, allo stato, nessuno è in grado di dimostrare la causa che dà origine ad una determinata condotta. Mentre attendiamo fiduciosi risposte dalla ricerca scientifica, l’argomento è così intrigante che si è tentati di tuffarcisi dentro.

Prima di procedere, però, appare il caso di intendersi sul termine perfezione. Dal punto di vista squisitamente religioso il creato è un miracolo e l’uomo un essere perfetto; per cui se a tale termine si vuole assegnare il significato di impossibilità/incapacità da parte dell’uomo di auto costruirsi (al momento!), non può che concordarsi, viceversa, pur nel rispetto dei differenti tipi di egoismo e sensibilità di ciascuno, si possono avanzare indirizzi pressoché unanimi sulla reale non perfezione umana; facciamolo elencando solo alcune delle infinite situazioni universalmente note.

Sulla terra esistono miliardi di persone depresse, affamate, ammalate, molte delle quali probabilmente si augurano solo una morte prematura ma liberatoria. I più recenti dati contano quasi un miliardo di persone sotto la soglia della povertà mentre certificano milioni di tonnellate all’anno di derrate alimentari distrutte. Il condizionamento cerebrale, di cui si accennerà a breve, apporterebbe significativi contributi positivi in termini di umanità, di conoscenza, di pianificazione: invoglierebbe le nazioni più avanzate ad operare interventi più cospicui ed organizzati a favore dei paesi sottosviluppati, però destinando loro risorse non  esclusivamente ai fini alimentari ma anche per l’ottimizzazione delle politiche demografiche, sanitarie, sociali. Il risultato auspicabile: maggiore informazione, migliore nutrizione, decremento delle nascite, maggiore protezione sessuale, migliore assistenza sanitaria e sociale. Questi i benefici per la povera gente. Un plauso alle nazioni finanziatrici per le iniziative avviate ed agli stati finanziati circa il corretto uso operato delle risorse ricevute. Tutti concorrerebbero al raggiungimento di fini nobili.

Invece quale è la situazione attuale? Poche nazioni riescono a deliberare disorganiche risorse e gli stati destinatari delle stesse, per la nota corruzione ai vari livelli, …non compiono il proprio dovere. Risultato? : la gente soffre come o più di prima.

Analogo discorso vale per le guerre. Tanti paesi sottosviluppati sono da anni interessati a guerre intestine, coprotagonisti: politici senza scrupoli e boss locali, parte considerevole delle popolazione chiamata alle armi giovanissima, ma, non ultimi, i costruttori mondiali di armi. Il condizionamento cerebrale condurrebbe questi ultimi a produrre e fornire armi solo agli stati democratici e, comunque, non troverebbero altri fornitori, visto che politici e potentati locali penserebbero esclusivamente al bene del proprio popolo.

Medesima considerazione vale per le droghe. Quest’ultimo caso si differenzia dagli altri perché la filiera può essere spezzata già alla base, infatti se non esistessero i consumatori, non esisterebbero né i produttori né il gruppetto di intermediari, corrotti e corruttori.

Identiche considerazioni si possono sostenere su tutto ciò che ci appare sbagliato, ingiusto, inumano. Quale miracolo occorrerebbe per ridurre la imperfezione umana? Il condizionamento cerebrale!

Solo per averne una vaga idea è apparso utile allegare la foto tratta da un quotidiano, dove sono posti in evidenza i maggiori eccidi dalla seconda guerra mondiale in poi.

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Fantascienza? Utopia? Oggi accettiamo serenamente l’appellativo di audaci ed i sorrisini degli scettici. Ma questa utopia è la mia certezza. Scommetterei con il più scettico delle persone sulla fattibilità della cosa, ma dovrei avere qualche annetto in meno sul groppone per assistere alla sua realizzazione, penso ipotizzabile tra almeno venti anni. Il ritardo della scienza sul cervello rispetto ad altre parti del corpo umano potrebbe ascriversi al fatto che i miliardi di connessioni interneurali e tra le diverse regioni subiscono anche l’influenza dei milioni di anni di evoluzione  che hanno selezionato nell’uomo abilità necessarie alla sopravvivenza, che i computer più potenti al momento non saprebbero riprodurre. Ma, seppure la prospettiva appare ardita invito a riflettere un attimo: il problema principe è l’egoismo tipo 2 e 3 (si vedrà poco più avanti). E’ chiaro che il mondo andrà perpetuamente avanti come è oggi, se non peggio. Neppure un diluvio universale né una guerra atomica globale muteranno l’uomo. Egli rinascerà dalle sue ceneri, ripercorrerà corsi e ricorsi storici, ma non muterà il suo essere egoista in tutte le sue declinazioni possibili. Si rivedranno le guerre tra stati, le guerre intestine per la conquista di territori, di potere, di denaro, si rivedranno i latrocini di basso profilo e quelli finanziari di altissimo livello, le speculazioni varie, i delitti contro le persone e contro il patrimonio, le violenze, insomma.. rimando alla lettura del codice penale. Tralasciando gli altri esseri viventi, ab origine l’essere umano possiede di certo una scala di valori, una spiritualità, una coscienza che, nel corso del tempo ed a causa dei più svariati motivi può essere inquinata, consumata da interessi più o meno distruttivi con il solo comune risultato che è eufemistico definire: la mancanza di rispetto per il prossimo.

Come evidenziato nel prologo l’egoismo nasce con l’uomo, è ancestrale così come l’istinto di conservazione o quello per la sopravvivenza.

C’è un solo rimedio per guidare l’egoismo al livello 1: intervenire sul cervello. No chirurgia, no traumi. Ma come? Si ha presente il bromuro di metile, quella sostanza che si propinava ai militari per calmarne gli ormoni e quindi gli ardori? Oppure: Si immagini un composto chimico/biologico, somministrato a mo’ di vaccinazione, che, agendo selettivamente, riesca per esempio ad inibire i pensieri malvagi, il desiderio di potere o di denaro, il male in genere. Si immagini ancora una manipolazione mirata del DNA o altre mutazioni genetiche controllate, certamente già allo studio presso i laboratori di ricerca più avanzati (oggi è già possibile sequenziare il genoma!). Si immagini ancora una suggestione evolutissima, comunque indotta: da ipnosi, messaggi subliminali o con tecniche innovative. Si immaginino tecnologie genomiche, immunologiche capaci di adattare specificamente farmaci al tipo di paziente ed al tipo di “patologia”. Si immagini uno strumento di diagnosi computerizzato capace di analizzare nel dettaglio ogni angolo, ogni anfratto dell’organo oggetto dello studio, che elenchi eventuali disfunzioni ed anomalie riscontrate, i geni colpevoli delle deviazioni, e proponga le terapie finalizzate alla loro sanatoria.

Quanto cambierebbe la vita dei derelitti e dei poveracci! Ricordiamo che solo il denaro oggi destinato dalle nazioni alle lotte a droghe e mafie a livello mondiale, ammonta a centinaia di miliardi di dollari all’anno. Denaro che destinato a fini nobili produrrebbe miglioramenti ad ogni livello, cambiando la vita a centinaia di milioni di persone. E per tutti gli altri? Una rivoluzione, ove si riflette che ogni aspetto della vita ne sarebbe coinvolto ed ogni campo ne beneficerebbe: dai rapporti interpersonali di amore, amicizia, conoscenza, lavorativi, commerciali alle relazioni politiche, religiose ecc.

Detta così la procedura è parecchio semplificata ed arraffata, certo non da specialisti né da studiosi, ma circa la sua realizzabilità non ho dubbi invitando a riflettere un attimo sull’andamento delle scoperte scientifiche più significative, che brevemente, prese a caso, si elencano: fino al quarto millennio a.c. troviamo la barca a vela, la leva, la vite e il chiodo, il cemento e l’alfabeto, solo dal 1800 in poi si scopre ciò che poco tempo prima era inimmaginabile e cioè i vaccini, la pila, la locomotiva a vapore, la lampadina, il telefono, il motore a scoppio, la penicillina, la pastorizzazione, la radio, la televisione, la miniaturizzazione elettronica, la robotica, la fissione nucleare, l’aereo, il razzo, il computer ed internet, la stampante tridimensionale, i sofisticati strumenti di diagnostica medica ecc. Quando si ipotizzava di calcolare complesse strutture ingegneristiche in poche ore o di raggiungere la luna o di trapiantare organi umani e non, si veniva considerati matti!

A chi non è palese che le scoperte tecnico scientifiche non presentano nel tempo un andamento lineare, ma asintotico, esponenziale? Nell’ultimo secolo si sono inventate più cose che nei duemila anni precedenti! Perché allora è da matti ritenere realistica in futuro la possibilità di micrometrica mappatura del cervello, dell’individuazione della funzione dei suoi componenti e dell’approntamento di metodiche che possano incidere selettivamente su di esso, senza ovviamente snaturarlo, senza rimuovere tutto il bello ed il brutto che lo stesso è capace di esprimere: il carattere, i ricordi, i sentimenti, le sensazioni, le gioie, i dolori?

I neuro scienziati prevedono la realizzazione già tra pochi anni di un sistema di guida dell’auto telepatico, ovvero di un interfaccia cervello-computer in grado di captare segnali elettrici provenienti dal cervello ed interpretarli e tradurli per il computer. Mentre è in corso di sperimentazione un programma per decodificare i segnali del cervello che si dovrebbe concretizzare in elmetti telepatici in grado di inviare messaggi a distanza senza bisogno di parlare! I computers del prossimo decennio dovrebbero contenere caratteristiche più avanzate del cervello umano! Intelligenza artificiale, nanotecnologie e robotica la faranno da padroni.

D’altronde sono note situazioni di persone che, a seguito di incidenti stradali o incidenti nei luoghi più svariati, sottoposti ad interventi cerebrali, hanno subìto modificazioni non solo ai sensi ed alle emozioni, ma anche caratteriali!

Ma ci pensiamo alla possibilità di scannerizzare il cervello dei nostri politici per esempio solo per verificare se credono veramente in ciò che dichiarano? O, per rimanere nell’attualissimo campo delle applicazioni, alla possibilità di attivare o implementare l’app ”rispetto” del cervello di una persona laddove sia carente?

Oggi, più che mai, con lo stato evolutivo in ogni disciplina, è assolutamente vietato stupirsi di ciò che sento alle porte. Personalmente prevedo scenari affascinati ed insieme inquietanti, forse in meno di dieci anni. Se nel campo medico saranno operative metodiche ad esempio per addomesticare le cellule tumorali, sulla cui positività non vedo discussione, cosà accadrà della possibilità di condizionamento del cervello ove la metodica cadesse in mani sbagliate? Cosa accadrà quando i super computer, già oggi in grado di autoapprendere e pensare come l’uomo, supereranno i limiti umani ? Il controllo della terra si limiterà allo scontro tra macchine buone e macchine cattive?

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