OTTIMISMO E PESSIMISMO

ottimismo

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Il significato dei termini lo conosciamo. Immaginiamo pure che il mondo potrebbe idealmente dividersi in due parti, senza distinzione di nazionalità, di lingua, cultura, colore della pelle, politica e religione.

Ma viene naturale porsi una prima domanda: ottimisti o pessimisti si nasce o si diventa? E poi una seconda altrettanto naturale: è meglio essere l’uno o l’altro? E ancora una terza: si può cambiare nel corso della vita? La risposta che troviamo naturale alla prima e terza domanda è che sia il prodotto di un mix di dna e situazione socioeconomica, in pratica subordinata alla “dotazione originaria”, e pertanto già predefinita e condizionata da questo insieme, ma anche mutabile nel tempo in conseguenza di variazioni della dotazione iniziale e delle vicissitudini della vita. Per quanto riguarda la seconda domanda, la risposta non potrà che tenere conto della propria dotazione ed esperienza di vita personali. Qualcuno forse avrebbe difficoltà a definirsi, essendo dotato di un nucleo di ottimismo, rivestito da pessimismo. Non è eccezionale. E’ verosimile che, essendo sensibile e conseguentemente consapevole della propria vulnerabilità, trovi più congeniale assumere un atteggiamento accortamente negativo prima di ricevere un determinato risultato o esito, così facendo si evita la delusione, si elude la sofferenza nel caso l’esito atteso sia negativo. Tuttavia nell’intimo spererà fermamente sulla positività dell’esito. Ecco giustificata l’ambiguità. La scienza ci insegna la positività per la mente ed il corpo di mantenere atteggiamenti positivi. Infatti, oltre all’ottimista a tutto tondo, c’è anche il caso opposto: cuore pessimista, crosta ottimista. E’ verosimile che l’apparenza sia una struttura imposta perché proficuamente sperimentata nei più svariati ambiti. D’altra parte, se è evidente che viviamo in un’epoca governata dalla globalizzazione finanziaria che arricchisce ed impoverisce repentinamente popoli e nazioni, in cui imperano migrazioni, inquinamenti, guerre intestine, fame nel mondo, è altrettanto vero che eventi epocali negativi sono sempre avvenuti e sono stati superati. Basta ricordare, per rimanere a quest’ultimo secolo, le due guerre mondiali, il Vietnam, il muro di Berlino, la caduta dell’URSS, la guerra del golfo ecc.

Il miglior strumento empatico che suggerisco è comunque il seguente. In una qualsiasi situazione normale o straordinaria, in cui siamo protagonisti noi medesimi ed altri (ma noi per abituarci facciamo le prime prove anche in assenza di terzi), cerchiamo di estrapolarci dalla scena pensando di volare e collocarci al di sopra della scena a mo’ di osservatori esterni o , se ci è più congeniale, fingiamo di recitare la parte di un film. La parte la decidiamo noi! Ciò ci consentirà intanto di giudicare step by step, ed eventualmente correggere il nostro operato. Dopo di che, se la situazione prendesse una brutta piega, cioè tendesse a degenerare, non dovremo affrontare scrupoli di coscienza.

AFORISMA

L’uomo, osservato il possesso della propria innata doppia anima che appalesa con la sua  copiosa interpretazione di un duplice ruolo, già da tempo immemorabile ha trovato inevitabile concepire, tra tante altre, le figure di Caino ed Abele. Ed è lui stesso a dimostrarlo costantemente, da una parte affascinandoci con un crescendo di genialità, dall’altra prostrandoci con un’imprevedibile escalation di barbarie, per evitare  che nessuno possa nutrire dubbi su tale assunto. La vera, unica svolta dell’Evoluzione umana sopravverrà nell’attimo in cui, scientemente e radicalmente, egli rifiuterà la sudditanza da tutte le droghe religiose, politiche, finanziarie e chimiche di sua ideazione dannose per se e per gli altri. Questo prima della sua autodistruzione.

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